• Avv. Chiara Ennas

Affidamento dei figli minori


Quando un matrimonio finisce, la questione più delicata da affrontare consiste nell'affidamento dei figli minorenni, e la conseguente preoccupazione di non poterci stare insieme abbastanza.

Dove abiteranno? Quanto potrai vederli? Potrai portarli con te in vacanza?


Vediamo come funziona.


1) Che cos'è l'affidamento?

Quando due coniugi si separano, il tribunale decide sull’affidamento dei figli se gli stessi non abbiano ancora compiuto i 18 anni: di conseguenza, si può parlare di affidamento solamente riguardo i figli minorenni.

Superata questa età, infatti, i ragazzi per la legge sono maggiorenni e possono liberamente scegliere il genitore con il quale vivere.


Fatta questa premessa, va detto che l’affidamento è connesso all’esercizio della responsabilità genitoriale, ovverosia il complesso di decisioni da prendere nei confronti dei figli: ad esempio quelle riguardanti il mantenimento, l'istruzione, l'educazione, ecc... 


L'affidamento viene disposto dal giudice con la sentenza di separazione o divorzio, tenendo dell’interesse morale e materiale del minore, che prevale su ogni altra cosa, per consentirgli di superare al meglio il trauma dello scioglimento della famiglia.


In ogni caso, il giudice valuta prima di tutto la possibilità che i figli vengano affidati ad entrambi i genitori (cosiddetto affidamento condiviso) e, solo in casi eccezionali, decide di affidare i figli ad un solo genitore (cosiddetto affidamento esclusivo).

La finalità alla base, comunque, è sicuramente quella di garantire il principio di bigenitorialità, cioè il diritto del figlio minorenne a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore.


2) Affidamento condiviso: ipotesi preferenziale

Come abbiamo visto, l'affidamento condiviso costituisce la regola, è disciplinato dall'art. 337 ter del codice civile, e prevede che i figli vengano affidati ad entrambi i genitori, garantendo a questi ultimi l'esercizio congiunto della responsabilità genitoriale.

Tale istituto ha diverse implicazioni:

1) PER I FIGLI:

  • permette ai minori di continuare ad avere un legame continuo con entrambi i genitori, anche dopo la cessazione della convivenza, in modo da fargli mantenere un rapporto continuo ed equilibrato sia con il padre che con la madre;

  • i figli risiederanno in modo prevalente presso uno dei genitori, con il diritto dell'altro di vederli liberamente.


2) PER I GENITORI:

  • consente il pari esercizio della responsabilità genitoriale, permettendo ad entrambi di continure a prendersi cura dei propri figli, prendendo congiuntamente le decisioni relative alla scelte fondamentali di vita dei figli, come la loro educazione, istruzione, salute e assistenza morale,

  • impegna i geniori ad agevolare i rapporti del minore con i componenti delle rispettive famiglie di origine (nonni, zii e cugini)

  • impone a ciascun coniuge il dovere di contribuire al mantenimento dei figli proporzionalmente al proprio reddito.


L'affidamento condiviso può, tuttavia, essere derogabile, ma solo nei casi in cui l’affidamento condiviso sia contrario agli interessi del minore.


3) Affidamento esclusivo: ipotesi residuale

L'affidamento esclusivo, disciplinato dall'art. 337 quater c.c., si ha quando i figli minori vengono affidati ad un solo genitore, fermo restando il diritto dell'altro ad avere un rapporto con gli stessi.

Tale tipologia di affidamento può essere richiesta, in qualsiasi momento, da ciascun genitore al giudice, quando l'affidamento condiviso sia contrario all'interesse del figlio, oppure qualora si ritenga che l’altro non sia in grado di tutelare gli interessi dei figli o risulti totalmente inadeguato al suo ruolo.


Se la domanda di affidamento esclusivo viene accolta, il genitore affidatario avrà l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale.

L’altro genitore, però, non viene tagliato fuori dal momento che, se il giudice non dispone diversamente, potrà comunque:

  • intervenire nelle decisioni più rilevanti che riguardano l’educazione, l’istruzione, la salute dei figli;

  • ricorrere al giudice quando ritenga che l’altro genitore abbia assunto decisioni pregiudizievoli all’interesse dei figli;

  • esercitare il diritto di visita nei tempi e modi regolamentati dal provvedimento giudiziale, a meno che la frequentazione con i figli comprometta il loro benessere psico-fisico.


Naturalmente, un provvedimento simile e in deroga alla regola generale, andrà esaustivamente motivato dal Giudice.

Quest'ultimo, infatti:

  • analizzerà attentamente e approfonditamente la situazione famigliare;

  • valuterà il genitore a cui verrà concesso l'esercizio esclusivo della potestà genitoriale;

  • dovrà giudicare negativamente il genitore al quale non si ritenga di poter affidare i minori;

  • terrà conto se la domanda di affidamento esclusivo sia fondata o meno.

Quindi attenzione: se richiederete l'affidamento esclusivo solo per rancore, per dispetto o per colpire l'ex coniuge, sappiate che questo potrebbe ritorcersi contro di voi!

Come?

Il giudice potrebbe affidare i vostri figli all'altro genitore, oppure condannarvi al risarcimento del danno.


Ma in pratica, quali sono i casi in cui si può richiedere l'affidamento esclusivo?

La giurisprudenza in tema di affidamento esclusivo è molto ampia.

Può essere deciso per l’affidamento esclusivo quando, ad esempio:

  • uno dei genitori violi o trascuri i doveri inerenti la potestà ovvero abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio per i figli;

  • uno dei genitori si disinteressi del figlio, non rispettando il diritto di visita o non partecipando alla sua vita;

  • uno dei genitori parli male dell’altro genitore al figlio o comunque ne ostacoli il rapporto;

  • uno dei genitori non adempia alle obbligazioni di mantenimento;

  • uno dei genitori abbia una condotta pregiudizievole per i figli;

  • uno dei genitori non abbia relazioni adeguate con il figlio o il figlio lo rifiuti;

  • vi sia una conflittualità tra i genitori tale da trasformarsi in violenza nell'ambito familiare;

  • uno dei genitori abbia una patologia tale da pregiudicare seriamente la capacità dello stesso di prendersi cura dei figli;

  • uno dei genitori viva a distanza, così rilevante da non consentire al genitore non collocatario un effettivo esercizio dei compiti di cura, educazione ed istruzione dei figli.


4) Affidamento alternato: ipotesi meno diffusa

Un'ulteriore ipotesi consiste nell’affidamento alternato, che prevede che i figli vivano per periodi alternati presso il padre e presso la madre.

Tramite questa tipologia di affidamento, i genitori esercitano la responsabilità genitoriale sui figli in maniera esclusiva per quel determinato arco di tempo in cui i figli vivono presso di loro.


Come si capisce, l'alternato è un tipo di affidamento molto particolare e, per questo motivo, non ha grande diffusione, in quanto viene considerata una forma di affidamento poco stabile per i minori.


5) Differenza tra affidamento e collocamento

Spesso, si tende a far confusione tra affidamento e collocamento.

Come comprensibile da quanto già esposto:

  1. l’affidamento ha a che vedere con l’esercizio della responsabilità genitoriale e le modalità con cui i genitori la esercitano;

  2. il collocamento, invece, è la residenza o il domicilio del figlio, cioè il luogo in cui il figlio andrà ad abitare.

Riepilogando...

L'affidamento consiste in un provvedimento volto a regolare l’esercizio della responsabilità genitoriale da parte dei genitori.

Viene disposto solo nei confronti dei figli minorenni, tenendo conto del loro interesse morale e materiale che prevale su ogni altra cosa, per consentirgli di superare al meglio il trauma dello scioglimento della famiglia.


AFFIDAMENTO CONDIVISO

  • Disciplinato dall'art. 337 ter c.c.;

  • Tipologia di affidamento principale;

  • I figli vengono affidati ad entrambi i genitori;

  • Entrambi i genitori esercitano congiuntamente la responsabilità genitoriale;

  • derogabile SOLO nei casi in cui sia contrario agli interessi del minore.


AFFIDAMENTO ESCLUSIVO

  • Disciplinato dall'art. 337 quater c.c.;

  • Tipologia di affidamento residuale;

  • I figli minori vengono affidati ad un solo genitore, fermo restando il diritto dell'altro ad avere un rapporto con gli stessi;

  • Il genitore affidatario eserciterà esclusivamente la responsabilità genitoriale, fermo il diritto dell'altro ad intervenire nella vita e nelle decisioni riguardanti i figli;

  • Disposto quando l'affidamento condiviso sia contrario all'interesse del figlio, oppure qualora si ritenga che l’altro non sia in grado di tutelare gli interessi dei figli o risulti totalmente inadeguato al suo ruolo.


AFFIDAMENTO ALTERNATO

  • I figli vivono per periodi alternati presso il padre e presso la madre.

  • I genitori esercitano la responsabilità genitoriale sui figli in maniera esclusiva per quel determinato arco di tempo in cui i figli vivono presso di loro;

  • Tipo di affidamento poco diffuso, in quanto viene considerato poco stabile per i minori.


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