• Avv. Chiara Ennas

Mobbing militare: che cos'è e come difendersi


Le relazioni personali e professionali all'interno dell'ambiente militare possono portare a numerose tensioni e conflitti, soprattutto in vista della rigida disciplina e dei rapporti di superiorità gerarchica.

Tali caratteristiche del lavoro militare, però, rendono ancora più difficile capire e dimostrare di essere davanti ad un vero e proprio fenomeno di mobbing militare.


Il mobbing militare consiste in comportamenti vessatori e reiterati nel tempo, nei confronti di un militare, da parte dei superiori gerarchici, che finiscono per assumere forme di persecuzione e violenza psicologica.


Come reagire e difendersi?

1) Definizione di mobbing militare

Il mobbing militare è una nuova categoria di mobbing che, pian piano, sta cominciando ad essere riconosciuta dalla giurisprudenza italiana.

Si tratta di una diramazione, più particolare e specifica, del mobbing sul luogo di lavoro, dal quale si differenzia per alcune peculiarità tipiche del mondo militare.


Infatti, come è noto, l'ambiente militare è scandito da rapporti di gerarchia, ribaditi attraverso condotte rigide e punizioni disciplinari, che rendono ancora più difficile individuare e dimostrare la condotta di mobbing e, di conseguenza, ottenere il risarcimento del danno.


Pertanto, risulta ancora più importante riuscire a capire se e quando ci si trovi davanti a seri episodi di mobbing, al fine di difendersi e limitare le conseguenze che ne derivano.

Conseguenze, che possono essere anche molto serie: infatti, l'obiettivo del mobbing è quello di emarginare ed estromettere il militare dalla struttura organizzativa, perpetrando nei suoi confronti condotte vessatorie e persecutorie, fino a costringere il malcapitato a chiedere il trasferimento in un'altra sede o, ancora peggio, indurlo al congedo.

Tali comportamenti, come si può ben immaginare, possono portare addirittura alla mortificazione personale e professionale del militare e alla grave lescione del suo equilibrio psicofisico.


Per questa ragione, risulta fondamentale reagire e difendersi e per fare ciò bisogna, prima di tutto, saper riconoscere la presenza di tutti i presupposti del mobbing militare:

  • la reiterazione nel tempo dei comportamenti di carattere persecutorio, posti in essere in modo prolungato, mirato e sistematico;

  • il danno alla salute, sia fisico che psichico, della vittima;

  • il nesso causale tra la condotta mobbizzante subita e il danno alla salute psicofisica del militare;

  • l’intenzionalità persecutoria dell’autore.

Alla luce di tali aspetti, esempi pratici di mobbing militare possono consistere in:

  • comportamenti finalizzati ad escludere il militare dal suo gruppo di lavoro;

  • affidamenti di incarichi dequalificanti;

  • disparità di trattamento con i colleghi;

  • comportamenti tesi a sminuire il ruolo e il lavoro del militare;

  • trasferimenti illegittimi o, al contrario, illegittimi dinieghi di trasferimento.


Ma bisogna prestare attenzione ad un aspetto.

Infatti, una sentenza significativa nell'ambito del mobbing militare, la n. 461/2010 del Tar Perugia, ci indica che: "nell'esaminare i casi di preteso "mobbing" il Giudice deve evitare di assumere acriticamente l'angolo visuale prospettato dal lavoratore che asserisce di esserne vittima. Da un lato, infatti, è possibile che i comportamenti del datore di lavoro, pur se oggettivamente sgraditi, non siano tali da provocare significative sofferenze e disagi, se non in personalità dotate di una sensibilità esasperata o addirittura patologica [...]. Da un altro lato, è possibile che gli atti del datore di lavoro (di nuovo, pur sgraditi) siano di per sé ragionevoli e giustificati e in particolare che abbiano una certa giustificazione o quanto meno spiegazione siccome indotti da comportamenti reprensibili dello stesso interessato, ovvero da sue carenze sul piano lavorativo, difficoltà caratteriali, etc.. Non si deve cioè sottovalutare l'ipotesi che l'insorgere di un clima di cattivi rapporti umani derivi, almeno in parte, anche da responsabilità dell'interessato. Tale ipotesi può anzi essere empiricamente convalidata dalla considerazione che diversamente non si spiegherebbe perché solo un determinato individuo percepisca come ostile una situazione che invece i suoi colleghi trovano normale.

Tale cautela di giudizio si impone particolarmente quando, come nel caso in esame, l'ambiente di lavoro è un Corpo di Polizia, caratterizzato, per definizione, da una severa disciplina e dove non tutti i rapporti possono essere amichevoli, non tutte le aspirazioni possono essere esaudite, non tutti i compiti possono essere piacevoli e non tutte le carenze possono essere tollerate. In questa situazione, un approccio condizionato dalla rappresentazione soggettiva (se non strumentale) fornita dall'interessato può essere quanto mai fuorviante."

Tale estratto della sentenza del Tar Perugia ci fa capire che il mobbing va, ovviamente, contestualizzato in base alla tipologia di lavoro e, di conseguenza, verrà valutato con un po' più di severità nell'ambiente militare.

Di conseguenza, per i militari, provare il comportamento mobbizzante potrebbe non essere così facile.


Ma allora come ci si può difendere?

2) Come provare il mobbing militare: giurisprudenza

Per dimostrare di essere vittima di episodi di mobbing, il militare deve provare:


1. I comportamenti lesivi perpetrati nei suoi confronti

Tali comportamenti, è bene evidenziare, devono essere percepiti come oggettivamente lesivi e vessatori, cioè la condotta deve essere percepita come mobbing non solo da un militare sensibile, ma anche da uno più resistente alle vessazioni.


2. L'intento persecutorio da parte del soggetto agente

I comportamenti devono appartenere allo stesso disegno persecutorio, finalizzato all'emarginazione e mortificazione del militare;


3. Il danno psicofisico subito

che potrebbe anche consistere nella lesione del suo equilibrio mentale o, ancora peggio, in episodi di depressione o esaurimento nervoso. Per provare tale elemento e ottenere il relativo risarcimento, bisognerà produrre tutta la documentazione idonea a comprovarlo.

4. Il nesso causale tra gli atti subiti e il danno psicofisico

cioè il danno lesivo della salute mentale e fisica deve essere conseguenza diretta dei trattamenti vessatori. Questa è indubbiamente la prova più difficile da fornire.


Le prove di tali elementi potranno essere fornite:

  • in via documentale, ad esempio producendo tutte le certificazioni mediche attestanti le patologie riportate dal militare a seguito delle condotte mobbizzanti, oppure email o messaggi a contenuto vessatorio e persecutorio;

  • in via testimoniale, ad esempio chiamando a deporre i colleghi di lavoro o altre persone che abbiano assistito ad alcuni dei comportamenti lesivi.

  • Acquisita la prova delle condotte vessatorie, la sussistenza di determinate tipologie di danno, come quello non patrimoniale, potranno essere desunte dal giudice anche in via presuntiva, alla luce di tutte le circostanze del caso concreto.


A tal riguardo, occorre prendere in considerazione un’importante sentenza del Tar di Milano che si è recentemente espresso sulla materia.

Infatti, la sentenza n. 310 del 2018 della Sezione III del Tar di Milano, ha negato il riconoscimento della fattispecie del mobbing militare ed il suo risarcimento in quanto il militare vittima di mobbing non aveva prodotto in giudizio delle prove significative che accertassero i comportamenti lesivi e vessatori.

Il giudice ha argomentato la sua decisione alla luce della peculiarità dell'ambiente lavorativo militare, dove le conflittualità ed i rapporti di forza sono elementi fisiologici e necessari per l'affermazione del principio della superiorità gerarchica.

Ciò non toglie che, nonostante ci si trovi in ambito militare, le peculiarità di tale ambiente lavorativo non possono assolutamente sfociare in comportamenti persecutori e mirati ad arrecare un danno psicologico o psicofisico al militare.

Insomma, c'è un limite a tutto.


Quindi quali sono i passi che deve compiere il militare vittima per difendersi?

3) Mobbing militare: a chi rivolgersi e come difendersi

Come abbiamo visto, il mobbing militare è un fenomeno difficile da inquadrare e da interpretare, a causa della mancanza di una precisa definizione normativa anche se, recentemente, ci sono stati numerosi ed importanti passi avanti, dal momento che parte della giurisprudenza ne ha riconosciuto l’esistenza e l’autonomia.


Proprio tali progressi nel campo devono incoraggiare le vittime di mobbing militare a reagire e difendersi da tali comportamenti illeciti e lesivi.

  • In primo luogo, infatti, occorre non minimizzare le vessazioni subite, allo scopo di renderle sopportabili.

  • In secondo luogo, non bisogna sottovalutare il mobbing e gli effetti che potrebbero derivarne. Come già ribadito, l'obiettivo del mobbing è stremare il militare vittima, indebolendo lentamente le sue difese fisiche e psicologiche. E' un processo lento e sfiancante, che può portare inevitabilmente al crollo anche i militari più forti mentalmente, creando problematiche psicofisiche anche molto gravi.

  • Infine, è necessario reagire e denunciare i comportamenti mobbizzanti.

Infatti, nonostante in Italia non esista ancora una disciplina autonoma del reato di mobbing, (cioè non è esplicitamente contenuto nel Codice Penale), è possibile comunque denunciarlo quando la vittima subisce dei comportamenti riconducibili a fattispecie di reato, come ad esempio lesioni personali, violenza verbale, ingiurie ecc...

Quindi, se la condotta costituisce un illecito penale, la vittima potrà sporgere una querela o una denuncia presso gli uffici delle Forze dell’ordine, per poi, eventualmente, arrivare al processo.

Qualora si volesse proseguire in sede giudiziaria, come già ampiamente sottolineato, è necessario prepararsi bene, raccogliendo per tempo ogni prova necessaria a dimostrare l'esistenza di tutti gli elementi del mobbing.


La produzione della documentazione probatoria è fondamentale per chiedere ed ottenere il risarcimento del danno: sia quello biologico, per cui si dovrà produrre la documentazione idonea a comprovarlo (ad esempio certificazioni o referti medici), sia quello da mancato sviluppo della carriera, provando rigorosamente, anche in questo caso, perché e come le vessazioni abbiano inciso sulla progressione della stessa.


Ricapitolando

MOBBING MILITARE: DEFINIZIONE

Comportamenti vessatori e reiterati nel tempo nei confronti di un militare, che finiscono per assumere forme di persecuzione e violenza psicologica.


PRESUPPOSTI

  • reiterazione nel tempo dei comportamenti di carattere persecutorio, posti in essere in modo prolungato, mirato e sistematico;

  • danno alla salute, sia fisico che psichico, della vittima;

  • nesso causale tra la condotta mobbizzante subita e il danno alla salute psicofisica del militare;

  • intenzionalità persecutoria dell’autore.

COME DIFENDERSI

  • prestare attenzione ai segnali e confrontarli con i presupposti qui sopra, per capire se si tratta di mobbing;

  • non minimizzare e sopportare le vessazioni;

  • non sottovalutare gli effetti psicofisici gravi del mobbing;

  • reagire e denunciare i fatti;

  • prepararsi bene raccogliendo tutte le prove necessarie a dimostrare i comportamenti lesivi, l'intento persecutorio da parte dell'agente, il danno psicofisico subito e il nesso causale tra gli atti subiti e il danno.

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