• Avv. Chiara Ennas

Vicini di casa rumorosi? Ecco cosa fare


Alzi la mano chi non ha mai avuto a che fare con vicini di casa rumorosi!

In ogni condominio che si rispetti ci sono loro: i vicini di casa maleducati e chiassosi.

Quelli che urlano ad ogni ora del giorno, mettono la musica a tutto volume, decidono di compiere le pulizie nel bel mezzo della notte, o fanno giocare e strillare i figli alle 3 di pomeriggio.

Tonfi, urla e rumori che non ti permettono di riposare, dormire o studiare in tranquillità.


Siamo sicuri che vi sarete trovati, come noi, in questa situazione, e molto probabilmente avrete già provato a rivolgerti direttamente ai vostri vicini spiegandogli gentilmente il problema, senza alcun risultato.


Se ne avete abbastanza e state pensando di vendicarvi, FERMATEVI e continuate a leggere questo post, perché vi spiegheremo come tutelarvi in caso di vicini di casa rumorosi.


1) Rumore e soglia di tollerabilità

Il rumore può essere definito "molesto" quando turbi il riposo e la quiete delle persone. Normalmente, si parla di soglia di tollerabilità: le norme si possono intendere rispettate quando il livello medio del rumore di fondo non superi i 3,5 decibel, parametro stabilito dalla Corte di Cassazione come miglior compromesso per venire incontro alle esigenze contrapposte.


Tuttavia, non si tratta di un parametro sempre valido, perché vanno pure analizzati ulteriori elementi, come il contesto in cui viene prodotto il rumore, la sua continuità e ripetizione, la zona in cui questo viene prodotto.

Sostanzialmente, la definizione di rumore molesto lascia un notevole margine decisionale al giudice, che valuterà caso per caso il danno reale causato dal disturbo.



2) Quali sono i rumori molesti?

Come si può ben capire, non esiste un elenco esaustivo che comprenda tutti i rumori molesti, poiché bisogna anche considerare che un rumore può essere più o meno disturbante in relazione al contesto nel quale lo si sente: infatti lo stesso suono avrà un impatto abbastanza diverso a seconda che lo si senta di notte, di giorno in un ambiente tranquillo o di giorno in un ambiente affollato.


A titolo esemplificativo e non esaustivo, tra i rumori molesti che si verificano con maggior frequenza in un condominio troviamo:

  • pianto e urla dei bambini;

  • persone che urlano frequentemente;

  • cani che abbaiano a tutte le ore;

  • rumore di tacchi;

  • radio o tv ad alto volume;

  • utilizzo di martelli pneumatici, trapani o altri strumenti rumorosi;

  • feste o ritrovi rumorosi protratti fino a tarda notte;

  • lavatrice in funzione.


Comunque, per determinare quanto i vicini rumorosi siano effettivamente punibili secondo la legge, è utile valutare in quali orari il rumore è più fastidioso.

3) Orari condominiali e il loro rispetto

La prima forma di tutela, dal punto di vista legale, la abbiamo grazie agli orari stabiliti all’interno del condominio in cui si abita.

Infatti, il regolamento condominiale può stabilire le ore destinate alla quiete e al riposo.

Ogni condominio sceglie autonomamente questi orari che possono variare in base alle esigenze dei condomini ma, solitamente, le fasce orarie in cui è possibile far rumore sono:

  • dalle 8.00 di mattina fino alle 13.00

  • dalle 16.00 fino alle 21.00

Di conseguenza, chi non li rispetta e produce rumori o schiamazzi al di fuori di queste fasce orarie:

- può vedersi contestare tali comportamenti in sede di assemblea condominiale;

- può incorrere in azioni di tipo civile da parte degli altri condomini;

- può incorrere in azioni di tipo penale da parte degli altri condomini: infatti, in alcuni casi, si parla di disturbo della quiete pubblica, che può tramutarsi anche in reato.


Ma cosa succede nel caso in cui il regolamento condominiale non preveda orari da destinare al riposo?

In caso di tale mancanza di indicazioni, per risolvere il problema bisogna far riferimento alla disposizione dell'articolo 844 c.c., il quale prevede che il rumore non debba superare la soglia della normale tollerabilità.


In che senso si può incorrere in azioni di tipo civile o penale?
Vediamo con più precisione che cosa dicono il codice penale e il codice civile a tal riguardo...


4) Riferimenti normativi: cosa dice la legge

I vostri vicini dovrebbero prestare attenzione ai rumori che fanno, se non tanto per voi, per le ripercussioni a cui potrebbero andare incontro: infatti, l'art. 659 del codice penale ci spiega quando le attività rumorose domestiche possono diventare reato:

"Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici".


Esempi di comportamento che rientrano in questa disposizione possono essere quelli del vicino di casa che ascolta la radio o la tv a volume molto alto, il cane che abbaia ripetutamente a tutte le ore, il vicino che usa l’aspirapolvere nel cuore della notte, ecc.


In questo caso, per aversi reato, è necessario che il rumore:

  • superi la normale tollerabilità. Come già spiegato sopra, questo concetto viene valutato caso per caso dal giudice, sulla base di diversi elementi, come ad esempio l’orario in cui il rumore viene effettuato, l’entità dello stesso (che NON DEVE superare i 3,5 decibel rispetto ai rumori di fondo provenienti dalla strada e dall’ambiente circostante), dalla zona in cui il rumore viene prodotto (infatti, sono meno tollerabili i rumori in una zona di campagna o residenziale), dalla continuità e ripetizione dello stesso;

  • sia percepibile (anche se non effettivamente percepito) da un numero indeterminabile di persone. Rileva, quindi, la possibilità che il rumore venga avvertito, non il numero di persone che effettivamente se ne sia lamentato. Quindi, ci può essere reato anche nel caso in cui la denuncia venga sporta da una sola persona, ma il rumore deve essere fastidioso per la maggior parte dei condomini.


Tuttavia, anche quando i rumori non rientrino nella fattispecie di reato, possono comunque avere le caratteristiche per costituire un illecito civile.

Ciò avviene qualora il rumore non disturbi un numero indeterminabile di persone ma solo un condomino.

Proprio a tal riguardo, infatti, l'articolo 844 del codice civile afferma che ogni cittadino deve impedire che dal proprio fondo, terreno e proprietà siano emessi rumori, fumo e calore che superino la normale soglia di tollerabilità.


Ma in pratica...

5) Come tutelarsi dai rumori molesti?

Insomma, abbiamo capito che i vicini rumorosi sono davvero insopportabili e ci fanno veramente perdere la pazienza: come possiamo agire, per evitare che tali situazioni spiacevoli possano continuare e ci impediscano di studiare, lavorare o riposare correttamente?


1) PRIMA TUTELA: REGOLAMENTO CONDOMINIALE - Se il regolamento condominiale prevede fasce orarie di riposo

Nel caso in cui i tuoi vicini facciano rumore durante le fasce orarie destinate alla quiete e al riposo, potrai rivolgerti all'amministratore il quale potrà chiedere, verbalmente o tramite raccomandata, la cessazione del rumore molesto.

E' una soluzione semplice e veloce, ma che non sempre porta al risultato desiderato.


- Se il regolamento condominiale non prevede nulla o l'azione dell'amministratore rimane senza effetti

In tal caso, si deve ricorrere alla seconda tutela: l'azione legale.


2) SECONDA TUTELA: AZIONE LEGALE

- Azione civile

Quando le molestie acustiche da parte dei propri vicini sono fastidiose unicamente per una persona, è necessario rivolgersi a un avvocato per dare il via una causa civile.

Bisogna, in altre parole, ricorrere al giudice, in modo da ottenere un ordine di cessazione delle molestie (cd. inibitoria) ed il risarcimento del danno effettivo subito.

Per intentare un'azione di tipo civile, il primo passo è inviare una lettera di diffida ai vicini di casa.


- Azione penale

Quando invece il disturbo è generalizzato e diffuso ed interessi la maggior parte dei condomini, e ha tutti i requisiti richiesti dall'art. 659 c.p., si tratterà di reato e si dovrà intentare una causa penale, presentando, come primo passo, una querela alla Polizia o ai Carabinieri.


Ricapitolando...

Il rumore può essere definito "molesto" quando turbi il riposo e la quiete delle persone e superi la soglia di tollerabilità, che corrisponde a 3,5 decibel,


TUTELE

1. Amministratore di condominio

- se i vicini fanno rumore durante gli orari previsti dal regolamento condominiale per il riposo e la quiete;

- se il rumore compiuto in tali orari supera la soglia di tollerabilità;

- richiede ai vicini la cessazione del rumore molesto.


2. Azione civile

- se non sono previsti orari per il riposo dal regolamento condominiale;

- se l'azione dell'amministratore non va a buon fine;

- se i rumori superano la soglia di tollerabilità, come stabilito dall'art. 844 c.c.;

- se le molestie acustiche recano disturbo ad un solo condomino;

- si può richiedere la cessazione dei rumori e il risarcimento del danno effettivo subito;

- si inizia inviando una lettera di diffida ai vicini rumorosi.


3. Azione penale

- se il disturbo è generalizzato e diffuso, e interessa la maggior parte dei condomini;

- se il rumore ha i requisiti previsti dall'art. 659 c.p. per potersi considerare reato, ovverosia:

  1. supera la soglia di tollerabilità;

  2. è percepibile (anche se non effettivamente percepito) da un numero indeterminabile di persone,

- si iniza sporgendo una querela davanti alla Polizia o ai Carabinieri.



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